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Polizze catastrofali, chi e quando deve stipularle

Con la Legge di Bilancio 2024 è stato imposto alle aziende l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione per tutelarsi da eventi catastrofici. La scadenza fissata per conformarsi a questa disposizione è il 31 marzo 2025, termine entro il quale la maggior parte delle imprese italiane dovrà adeguarsi, salvo alcune eccezioni.

Tempo di lettura: 4 minuti

Federica Baraldi
Federica Baraldi

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Money coach di Rame ed esperta del mondo assicurativo.

Polizze catastrofali
Foto di Fabrizio Coco

La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali per le imprese, e il 31 marzo 2025 è la data entro cui le imprese italiane, con poche eccezioni, devono adeguarsi a questa normativa.

Cosa sono le polizze catastrofali?

La polizza catastrofale è un’assicurazione che copre i danni causati da eventi naturali estremi, come terremoti, inondazioni, frane, alluvioni, e altre calamità naturali. Questi eventi possono avere un impatto devastante sulle attività imprenditoriali, e una copertura adeguata può fare la differenza tra la ripresa e la chiusura dell’impresa. La legge ora obbliga le imprese italiane a tutelarsi in questo modo, con l’obiettivo di aiutare le aziende a fronteggiare danni che altrimenti sarebbero difficili da gestire in quanto lo stato non ha più i fondi necessari per far fronte a queste spese che stanno diventando sempre più frequenti.

Chi è obbligato ad assicurarsi

La Legge di Bilancio 2024 ha stabilito che tutte le imprese, sia quelle con sede legale in Italia che quelle con una stabile organizzazione nel paese, devono sottoscrivere una polizza catastrofale entro il 31 marzo 2025. Tuttavia, con un decreto legge varato in extremis il 28 marzo, il Consiglio dei ministri ha introdotto alcune proroghe per le piccole e micro imprese.

Le microimprese (quelle con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro) avranno tempo fino al 1° gennaio 2026, mentre le piccole e medie imprese avranno tempo fino al 1° ottobre 2025 per conformarsi a questa normativa. Per le grandi imprese, invece, l’obbligo rimarrà invariato, queste dovranno rispettare la scadenza già avvenuta del 31 marzo 2025. In sostanza, ogni impresa deve essere pronta ad adeguarsi alla legge, a meno che non rientri in categorie specifiche, come le imprese agricole, che sono regolate da un fondo mutualistico.

Le eccezioni: chi è esente dall’obbligo

Non tutte le tipologia imprese sono obbligate ad avere una polizza catastrofale. Alcune esclusioni riguardano:

  • Le imprese agricole, che sono regolate dal Fondo mutualistico nazionale per la copertura dei danni causati da eventi meteo-climatici come alluvioni, gelo, brina e siccità;
  • Le imprese con beni immobili soggetti ad abusi edilizi, se un immobile aziendale è stato costruito senza le dovute autorizzazioni, o ha subito modifiche non autorizzate, non può essere assicurato.

Per le imprese non escluse, l’obbligo è chiaro e le polizze devono essere stipulate per i beni iscritti nell’attivo dello stato patrimoniale, cioè per beni aziendali di valore come edifici, attrezzature, macchinari, impianti e altre risorse aziendali che possono essere danneggiate in caso di eventi catastrofici.

Cosa succede se si stipula le polizze catastrofali

Sebbene al momento non siano previste sanzioni pecuniarie dirette per chi non adempie all’obbligo, ci sono altre implicazioni legali e pratiche da considerare. Per prima cosa, le aziende non assicurate perdono la possibilità di accedere a contributi e agevolazioni pubbliche. Per poter beneficiare di alcuni incentivi fiscali, agevolazioni statali o fondi per l’innovazione e lo sviluppo, potrebbe essere richiesto di dimostrare di essere in regola con le coperture assicurative obbligatorie. Chi non lo è potrebbe quindi perdere opportunità finanziarie che potrebbero essere vitali per la propria attività.

Affrontare i danni senza indennizzo

Il rischio maggiore, però, è un altro. Poniamo che un artigiano abbia deciso si non stipulare una polizza catastrofale, e subisca pesanti danni al suo laboratorio, a causa un evento calamitoso come un terremoto, un’alluvione o una frana. In casi come questo sarà costretto a coprire i danni da solo. D’ora in avanti infatti, lo Stato non interverrà a tutela delle imprese colpite, e le perdite materiali, che riguardino immobili, attrezzature, scorte, non saranno risarcite. Ciascuna impresa dovrà sostenere i costi del ripristino in modo autonomo. Questo potrebbe comportare gravi difficoltà economiche, soprattutto per piccole e microimprese che non dispongono di grandi risorse.

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