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Cosa succede se dimentico di pagare le tasse?

Può capitare di dimenticare una scadenza fiscale o di non versare le tasse dovute, ma fortunatamente esistono modi per rimediare. A questo proposito, una delle ultime novità riguarda il cosiddetto decreto Sanzioni, che dallo scorso settembre ha introdotto alcune agevolazioni per le partite Iva. Tra queste, la riduzione della sanzione per i mancati pagamenti, che è passata dal 30% al 25%.

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dimenticare di pagare le tasse
Foto di Markus Spiske

Può capitare di dimenticare di pagare le tasse o di saltare una scadenza con il Fisco, ma è un errore a cui si può rimediare. Partiamo dall’ultima novità: il cosiddetto decreto Sanzioni (D.Lgs. 87/2024) ha introdotto da settembre scorso alcune facilitazioni per le partite Iva. Tra queste, la sanzione per chi non onora gli impegni è stata ridotta dal 30% al 25%. In sostanza, chi letteralmente dimentica di saldare i conti e riceve a distanza di tempo la cartella di pagamento dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, deve corrispondere l’importo iniziale, più il 25%, a cui si aggiungeranno gli interessi legali di riferimento. 

Pagare le tasse in ritardo: cos’è il ravvedimento operoso

Prima di arrivare a questo punto, tuttavia, il contribuente ha modo di sanare la sua posizione ed evitare la sanzione con penalità ridotte. Come prima cosa, può utilizzare il ravvedimento operoso. Attraverso questo strumento, il cittadino può ravvedersi spontaneamente, e decidere di mettersi in regola prima che arrivi l’avviso dell’Agenzia delle Entrate, versando una sanzione minima. 

I tempi e le scadenze del ravvedimento operoso

La legge prevede tempistiche e sanzioni diverse a seconda del momento in cui si agisce, ma prima ci si regolarizza, più bassa sarà la sanzione da pagare. Questo lo schema di riferimento:

  • entro 30 giorni la sanzione si riduce a 1/10 del minimo (il 25%), quindi oggi è pari al 2,5%;
  • entro 90 giorni: la sanzione si riduce a 1/9 del minimo;
  • entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione: la sanzione si riduce a 1/8 del minimo;
  • via via la sanzione aumenta all’allungarsi del periodo che trascorre da quando la violazione è stata commessa a quando la violazione viene sanata. 

In aggiunta alla sanzione, il contribuente verserà anche gli interessi calcolati al tasso legale. Attenzione: se l’Agenzia delle Entrate ha già avviato un controllo e hai ricevuto un avviso bonario, il ravvedimento operoso non è più applicabile. Inoltre, lo strumento non può essere utilizzato per sanare il mancato o insufficiente versamento dei contributi previdenziali Inps.

L’avviso bonario: tempi più lunghi dal 2025

Quando il contribuente omette di pagare le tasse, l’Agenzia delle Entrate invia a distanza di un po’ di tempo un avviso bonario, cioè una comunicazione in cui segnala anomalie nei versamenti delle imposte. È previsto un margine di tempo per pagare o contestare l’avviso, e la buona notizia è che il termine per il pagamento o la difesa è passato ora da 30 a 60 giorni. Pagare l’avviso bonario permette di evitare la cartella di pagamento, e saldare il proprio debito con il Fisco con una sanzione più bassa. La normativa in vigore prevede attualmente una riduzione di un terzo della sanzione minima, quindi, per le violazioni commesse a partire dal 1° settembre 2024 è pari all’8,33%, a cui aggiungere, come sempre, agli interessi calcolati al tasso legale. A questo proposito è bene ricordare di controllare spesso la propria casella di posta certificata: solitamente l’Agenzia delle Entrate invia gli avvisi bonari via Pec, e il termine di 60 giorni scatta a partire dalla data di avvenuta consegna. Trascorso quell’intervallo di tempo non è più possibile procedere con il versamento con la sanzione ridotta ad un terzo. Oggi è possibile rateizzare l’avviso bonario fino ad un massimo di 20 rate trimestrali. 

Cosa succede se non si paga: le cartelle esattoriali

Quando arriva l’avviso bonario conviene sanare la propria situazione, perché in caso contrario l’importo dovuto verrà iscritto a ruolo generando una cartella esattoriale. Trascorsi 60 giorni dalla notifica possono scattare azioni di recupero come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti. È però possibile inviare una richiesta di rateizzazione, e dilazionare il pagamento a partire da 84 rate mensili – qui tutti i dettagli. Meglio essere puntuali e rispettare le scadenze: il mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive, fa decadere il beneficio della rateizzazione.

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